Dietologia e Nutrizione Clinica

Dietologia e Nutrizione Clinica

Mangiare è il massimo dei piaceri della vita. Intorno al cibo, abbiamo festeggiato, gioito e condiviso momenti della nostra esistenza. Per questo, dietro al modo di alimentarsi di ogni individuo, di un popolo, di un gruppo di persone, si nascondono mille significati oltre quello del semplice nutrimento. Ognuno mangia o elimina dei cibi per via di ideali, etica, religione, convinzioni, gusti o preferenze. E’ possibile infatti alimentarsi in maniera sana e salutare, pur rinunciando a qualcosa e perseguendo la propria propria scelta, perchè ci eleva dal punto di vista sociale e morale. Non esiste una alimentazione migliore di un’altra, ne un cibo che faccia bene o male, ne cibi terapeutici o dalle proprietà miracolose. Non esistono nemmeno ingredienti da evitare, perché ogni cosa contiene differenti sostanze chimiche, contenute anche in altri cibi.
Bisogna invece vedere nel computo della dieta se la persona mangia bene o male e valutare l’insieme di tutti i nutrienti e antinutrienti. In pratica si può parlare di alimentazione corretta, giusta e adeguata o dieta errata.

Non abboccate quindi alle strategie del marketing e alle bugie di internet, ubriacandovi di disinformazione. Rivolgetevi a chi prima di somministrarvi qualcosa, vi visita e vi fa una diagnosi chiara. Non alla marea di ciarlatani che ruotano intorno al cibo, che vi propongono soluzioni fantasiose, senza uno stralcio di dimostrazione scientifica. Oggi sono tutti nutrizionisti pronti a darvi le soluzioni. Sono più dei pazienti stessi. Credo manchi buon senso e spirito critico, sia da parte dei pazienti o clienti che dei “terapeuti” attratti dal guadagno facile. Sono in pochi coloro che lavorano con etica e in collaborazione.
Siamo passati dalla povertà alimentare di una volta alla qualità e sicurezza di oggi. Dobbiamo solamente imparare a gestire il nostro rapporto col cibo e lo stile di vita.
Mangiare bene è una cosa semplice, personale, che nutre sia il corpo che la mente. Serve scienza e coscienza per arrivare alla verità, senza pregiudizi e false illusioni. Bisogna avere una visione globale della persona, guidati da certezze scientifiche nel campo di genetica ed epigenetica, dalla centralità dell’intestino e del microbiota, dall’importanza della respirazione cellulare, dei mitocondri e dalla regolazione dell’equilibrio ormonale.

Di seguito le problematiche trattate

Sovrappeso ed obesità

prescrivere semplicemente una dieta ad un obeso è l’equivalente bastonare i matti per farli stare calmi – HIRSCH

Se si è in sovrappeso o obesi, è fondamentale puntare a raggiungere uno stato di forma e di salute accettabile. Questo non solo per le proiezioni infauste a lungo termine, ma per via di piccoli problemi quotidiani che peggiorano la qualità di vita, dal sonno alla respirazione, dallo sforzo cardiaco alla peggiore vita sessuale, fino a tutta una serie di disturbi che col tempo si cronicizzano.
Le diete sono inutili, perchè falliscono e portano sensi di colpa. Non conta solo perdere peso, ma imparare a non riprendere il grasso perso con fatica. Non vi pesate, non pensate solo alle calorie. Non ha senso mangiare poco di tutto, ma bisogna analizzare le esigenze fisiche e mentali di ognuno.
La dieta ideale non esiste. Siamo ossessionati da diete e magrezza. Crediamo ancora che essa coincida con la bellezza. Per questo vogliamo essere snelli, puri e vincenti. Non sono determinati cibi a farvi ingrassare. Nemmeno le tossine. Imporsi diete e digiuni ripetuti, demonizzando grassi, zuccheri, proteine o alimenti di ogni tipo, andando sempre a caccia di colpevoli, non cambierà mai le cose. Ogni stagione una nuova dieta, una religione, un business dai risultati rapidi, sicuri e duraturi. Scelte estreme, basate su distorsioni della realtà, con somma gioia di chi muove i fili e vende sempre inutili speranze, cambiandone solo nome. Bisogna usare logica e buon senso.
State alla larga dai ciarlatani e dalla disonestà intellettuale. Siate intolleranti alle mode e non al cibo. Evitate rimedi farmacologici, sondini, pillole, integratori, buste e miscele miracolose, che da anni fanno arricchire pseudo professionisti senza scrupoli, generando vergogna, frustrazione e disturbi alimentari. Se davvero volete cambiare, iniziate un percorso di vita, che coinvolga sensi ed emozioni, una corretta masticazione e la giusta dieta, imparando da una giusta spesa. Basta parlare di calorie! Dimagrimento e felicità, saranno una scontata conseguenza. Mai più un obiettivo.

Magrezza e Malnutrizione

viviamo in un mondo in cui chi è grasso invidia chi è magro, mentre chi non riesce a ingrassare imita il modo di mangiare di chi non dimagrisce

In un’epoca in cui si da grande spazio all’eccesso di peso e alle problematiche legate alla sindrome metabolica o all’obesità, è fondamentale ricordarsi che vi sono diverse persone che soffrono di problemi legati alla ridotta massa muscolare. Tra questi ci sono sicuramente coloro che pur essendo sottopeso non presentano carenze di elementi nutritivi o problemi gravi, ma non è difficile imbattersi in problematiche di malnutrizione che presentano maggiore predisposizione alle infezioni a causa dell’assenza di riserve di nutrienti necessari nei periodi di stress, presentando sintomi quali stanchezza e debolezza muscolare, sensibilità al freddo, fame, vertigini e perdita di stimoli. Le cause sono di diversa natura. Non solo costituzione o errate abitudini alimentari: spesso patologie neurologiche o psicologiche, tra cui disturbi del comportamento alimentare, fino ad arrivare a cattiva digestione e assorbimento. Non esistono cibi che curano queste problematiche. E’ fondamentale però inquadrare una diagnosi e valutare l’alimentazione adeguata al soggetto e il percorso terapeutico, anche farmacologico da seguire.
Fondamentale è infatti stabilire se si tratti di una magrezza primitiva (costituzionale) oppure una magrezza secondaria a problematiche intestinali o di altra natura.

Allergie e Intolleranze

Siamo tutti intolleranti. presto finiremo per esserlo nei confronti di noi stessi

Le intolleranze alimentari rappresentano la vera moda del momento. E la problematica principale è che la maggior parte delle persone ancora non conosce la vera differenza tra le une e le altre. Anche molti medici fanno tanta confusione, generando falsi miti, credenze e disinformazione.
Fondamentale è una corretta diagnosi. Purtroppo in commercio esistono numerosi test diagnostici, spesso senza alcuna validità scientifica, che rappresentano delle vere e proprie truffe. Tra questi ricordiamo il Vegatest, il Citotest, il Test del Capello, il DRIA, l’iridologia, molto diffusi principalmente presso studi di dietistica, nutrizionisti e farmacie o laboratori.
Purtroppo la maggior parte dei sintomi che le persone riferiscono non dipendono dal cibo ma dal cattivo funzionamento dell’intestino e dei batteri intestinali. Eliminando alimenti (per molte persone si arriva a fare un semi digiuno) sicuramente qualche modifica dei sintomi c’è, ma puntualmente riappare quando si torna a fare una normale alimentazione.
Purtroppo c’è ancora grande confusione tra allergie alimentari, intolleranze alimentari enzimatiche come quella al lattosio e al glutine (che spesso sono auto diagnosticate dai pazienti che eliminano da soli questi alimenti) e reazioni allergiche al cibo di tipo ritardato.
Perfino l’allergia al nichel viene scambiata per una intolleranza. E tutto questo senza che venga posta una diagnosi definitiva o di conseguenza una terapia alimentare adeguata, provocando spesso carenze nutrizionali ed eliminazione di cibi utili o non dannosi, con ripercussioni sulla vita sociale delle persone, sulla psiche e sullo stato fisico.
Le allergie vengono diagnosticate solo attraverso la ricerca delle IgE specifiche nei confronti della frazione proteica degli alimenti. Le intolleranze alimentari allo stesso modo riguardano la frazione proteica degli alimenti. Per questo è impossibile essere intolleranti ad un alimento! Queste reazioni si hanno nei confronti di molecole contenute nei cibi. Non si è intolleranti al frumento, ma al glutine, un gruppo di proteine contenute in alcuni cereali!

Disturbi alimentari

Curare un disturbo alimentare con una dieta è come cercare di ripararsi con un ombrello da una tempesta

I disturbi del comportamento alimentare, sempre più diffusi a causa dell’ossessione per la magrezza e per la forma fisica ideale, rappresentano una serie di disturbi psicologici e mentali che nella pratica clinica vengono spesso affrontati in ambulatorio da personale non medico, senza apporre una precisa diagnosi. In questo tipo di malattie, più o meno gravi, è fondamentale una stretta collaborazione tra medico nutrizionista, psicologo/psicoterapeuta e/o psichiatra. Inutile cercare di curare i sintomi di tali problematiche con una dieta. Si rischia spesso di peggiorare o esasperare i disturbi.
Le cause, ancora oggi, nonostante numerose classificazioni e studi scientifici, non sono ben definite e certamente non univoche, ma multifattoriali. Alla base ci sono infatti sia fattori psicologici che biologici. Negli ultimi anni, alle più conosciute problematiche di anoressia, bulimia e Binge Eating Disorders (BED) si affiancano tutta una serie di disturbi meno conosciuti, tra cui emergono soprattutto l’ortoressia, ovvero la ricerca spasmodica di cibo ritenuto sano e la vigoressia, ovvero la continua ricerca di un fisico perfetto e in linea con i canoni del momento, con una ossessione per i muscoli e la definizione.
Anche nei bambini e negli adolescenti si assiste ad un aumento di tali patologie. I dati riportati in letteratura parlano del 5% delle ragazze tra i 15-18 anni, con un rapporto tra femmine e maschi di circa 9 a 1, sebbene questi ultimi siano in crescita. In tutti questi casi, il successo del trattamento dipende sempre da una diagnosi precoce e un intervento tempestivo affidato ad un’équipe di specialisti. Purtroppo, scegliere il terapeuta giusto è fondamentale. Con la diffusione delle diete e dei professionisti non qualificati che ruotano in questo campo, ci si imbatte spesso in professionisti che presentano loro stessi dei disturbi, inficiando gravemente sulla salute dei pazienti. Alla base della terapia ci sono sempre percorsi sani ed equilibrati.

Alimentazione pediatrica

Un bambino obeso sarà quasi sicuramente un adulto obeso. Se davvero gli vuoi bene, aiutalo

L’alimentazione nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, è fondamentale non solo per la crescita migliore dei ragazzi, ma anche per determinare la base per prevenire o da cui potranno scaturire le patologie cronico degenerative dell’adulto, già a partire dall’allattamento e dallo svezzamento, proseguendo fino all’adolescenza.
E’ importante aiutare la madre anche nella scelta dell’allattamento al seno o seguirla nel caso in cui si decida, per vari motivi, di ricorrere all’allattamento artificiale.
Prima di impostare qualsiasi tipo di prescrizione nutrizionale è fondamentale effettuare un attento esame obiettivo del neonato e del bambino, valutare la presenza di allergie e intolleranze alimentari, conoscere come trattare patologie come la Celiachia o le Sindromi da malassorbimento, valutando se l’accrescimento sia normale o patologico.
L’aspetto patologico dell’età pediatrica necessita spesso di correggere l’alimentazione. Basti pensare al Diabete, alle patologie gastriche e intestinali, Malattie infiammatorie croniche, Reflusso gastro-esofageo, Disturbi del comportamento alimentare, Obesità, nefropatie, Insufficienza renale acuta e cronica, malattie metaboliche.
In Italia, come in tutto l’Occidente, nei bambini si assiste ad un aumento dei casi di sovrappeso e obesità, che oggi colpiscono un bambino su tre, tra i 6 e gli 11 anni. Le cause possono essere diverse. Ma spiccano la scarsa educazione alimentare, la sedentarietà e l’ambiente familiare.
Un’iper alimentazione nei primi due anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose, determina anche un aumento del loro numero, predisponendo i bambini in sovrappeso ad avere da adulti una maggiore difficoltà a calare di peso o a mantenerlo nei limiti, perché pur potendo ridurre le dimensioni delle cellule adipose, non potranno eliminarle. Consentire che un bambino mangi male, quindi, può significare anche condannarlo a una vita di sacrifici e diete. Intervenire durante l’età evolutiva è, pertanto, di fondamentale importanza.

Spesa ed etichette

Il cibo naturale non equivale a quello sano. una giusta dieta inizia da una giusta spesa

Negli ultimi anni, il cibo che compriamo è legato più a strategie di marketing, a timori e speranze, che al gusto o al buon senso. Avidi produttori e industrie alimentari attraverso la pubblicità e operazioni mediatiche creano ad hoc marchi, etichette di richiamo e mode del momento, biologico e naturale compresi. Diffidate da famosi personaggi, che sfruttano la loro notorietà per orientare i vostri acquisti, parlando ad esempio di veleni bianchi, glutine, tossine o raffinazione, prendendosi gioco dell’ignoranza e della sensibilità delle persone. Tutti a indicare un colpevole ed eliminare qualcosa. Con promesse facili, che fanno leva sulle paure o i desideri di molti e spopolano grazie a bugie affascinanti che non tengono alcun conto, o addirittura vanno contro le evidenze scientifiche. Tutti esperti di tutto. Ognuno pronto a insegnare agli altri.
Siamo ogni giorno bersagliati da notizie allarmistiche senza senso. E compriamo con la convinzione che quello che acquistiamo sia meglio di altro. Non abbiamo nessuna percezione delle leggi che regolano il mondo del cibo. E al tempo stesso mangiamo troppo, sprechiamo tanto, spendendo più del dovuto. Imparare a mangiare, raggiungere la salute e mantenerla, pagando il giusto prezzo, significa imparare a conoscere il cibo, i frutti del lavoro di contadini, allevatori, pescatori, artigiani o pastori che operano con etica. Saper leggere le etichette significa imparare a conoscere cosa compriamo e chi lo ha prodotto. La salute si guadagna attraverso scelte oculate, semplici, guidati dal buon senso. L’obiettivo è diventare consumatori consapevoli. Fatevi immettere sulla giusta strada.

Nutrizione sportiva

Siamo fatti per muoverci. Non nasciamo per essere sedentari. Secondo recenti dati, 3 adulti su 10 non si muovono a sufficienza. Peggio gli adolescenti: ben 9 su 10 non svolgono attività fisica adeguata. L’ipocinesia infatti è il principale nemico da combattere, più dell’iper alimentazione. Gli italiani sono i più sedentari d’Europa e secondo molti la mancanza di esercizio potrebbe provocare presto più morti del fumo. Questa condizione grava pesantemente sul sistema sanitario, facendone aumentare la spesa. A livello globale, tutto questo ha un costo di circa 67 miliardi di dollari.
Negli adulti, l’attività fisica viene spesso relegata alle classiche due-tre ore settimanali in piscina o in palestra. Alcuni aggiungono la “corsetta” o la passeggiata nel weekend. Soluzioni che non sono sufficienti ad allontanare lo spettro della sedentarietà dato che nel resto del tempo si è inchiodati alla sedia, sul divano, davanti a un pc o alla tv.
Bisognerebbe iniziare a capire l’importanza di conservare la massa muscolare perchè la sarcopenia rappresenta di per sé un fattore prognostico negativo. E’ fondamentale aumentare il numero dei mitocondri a disposizione, favorire l’ossigenazione dell’organismo, l’adeguata respirazione diaframmatica, l’earthing e il contatto diretto del piede con il suolo, la giusta postura, l’adeguata circolazione e l’idratazione. Il movimento andrebbe prescritto come si fa con i farmaci o le diete!
Allo stesso tempo sta aumentando la vigoressia, un disturbo della sfera psichica definito anche “anoressia riversa”, “dismorfia muscolare” o “bigoressia”, che colpisce principalmente coloro che trovano nell’attività fisica ossessiva e nel miglioramento fisico, una rivalsa nei confronti di ansia, noia e depressione. Una sorta di valvola di sfogo che colpisce nella società dell’immagine sempre più persone, in primis ex obesi che trovano una rinascita nel loro nuovo comportamento.
In coloro che praticano sport, un’alimentazione adeguata ai fabbisogni nutrizionali influisce significativamente sulle prestazioni sportive. Non è possibile definire un unico tipo di prescrizione nutrizionale, ma va mirata e costruita sul singolo soggetto in base a vari parametri, in primis la forma fisica, la massa grassa e muscolare, la morfologia e il tipo di attività fisica.
Non esistono cibi che permettono di far vincere una gara o migliorare le prestazioni. Esistono però abitudini che una gara possono farla perdere. La consapevolezza alimentare è quindi di primaria importanza al pari dell’allenamento. Non esiste una dieta o un integratore per lo sport, ma una alimentazione costruita su chi pratica lo sport.

Gravidanza e allattamento

In gravidanza non bisogna mangiare per due, ma imparare a nutrirsi due volte meglio

La gravidanza è un evento biologico particolare. Infatti la salute di un individuo dipende strettamente dalla salute di un altro. La salute della mamma ed un buono stato nutrizionale prima del concepimento, durante il periodo di gestazione e durante l’allattamento sono condizioni essenziali per la prevenzione di aborti e gran parte delle patologie neonatali. Basti pensare che influisce sullo sviluppo del feto, su un buon esito del parto e sulla crescita futura del nascituro.
E’ fondamentale affidarsi ad un professionista poiché la ricerca ha dimostrato come una corretta alimentazione in quantità e qualità evita problematiche che possono mettere a rischio la gravidanza, come il diabete gestazionale o la gestosi. Bisogna evitare il “fai da te” e la super alimentazione, per la convinzione di molti che durante questo periodo bisogna “mangiare per due”. La verità invece è che bisogna mangiare “2 volte meglio”!
Durante la gestazione inoltre, il regime alimentare dovrà subire delle opportune modificazioni qualitative e quantitative. Per molte non è necessaria, anzi a volte può essere dannosa, una integrazione con vitamine e minerali.
Ogni caso andrebbe inquadrato e portato avanti in maniera soggettiva.
Bisogna fornire il giusto quantitativo di proteine (vegetali o animali che siano), carboidrati (evitando gli eccessi) e grassi (prestando particolare attenzione a quelli polinsaturi).
Anche il giusto quantitativo di micronutrienti come vitamina D, calcio, Ferro, Vitamina B12 e Acido Folico risultano fondamentali. Per non parlare di corretta assunzione di fibre e liquidi, importanti anche per scongiurare dei piccoli fastidi o sintomi che la gestante può avvertire durante questo percorso (es. stipsi, nausea, maldigestione).

Scelta vegana e vegetariana

Abbiamo una disponibilità tale di cibo e conoscenze che è possibile seguire qualunque tipologia di dieta riteniamo più vicina alla nostra etica

Si sente sempre più spesso parlare di alimentazione vegetariana o vegana (seppur molto diverse tra loro), destando spesso facili illusioni o accuse immotivate. In realtà oggi mangiamo per numerosi motivi, non solo per nutrirci. Nel mondo esistono tanti risvolti culturali, sociali, etici e religiosi che determinano il nostro modo di scegliere. E dagli studi sappiamo che qualunque dieta ben condotta e formulata, consente di rispettare le nostre scelte senza incappare in carenze nutrizionali di alcun tipo.
Una scelta vegetariana ben costruita, bilanciata e oculata favorisce la nostra salute al contrario di una dieta molto ricca di proteine animali. Basti pensare al problema dei nitriti e nitrati, alle amine eterocicliche o agli idrocarburi eterocicilici derivanti da una sua errata cottura, che sono sostanze cancerogene. Tra l’altro le linee guida e gli studi scientifici dimostrano che la scelta migliore è quella di mangiare ciò che desideriamo con predilezione per i vegetali.
Sicuramente la scelta latto-ovo-vegetariana è una delle migliori diete a livello salutistico che si possano seguire. Nel caso si voglia escludere ogni cibo proveniente da fonti animali (dieta vegana, crudista, fruttariana) è ancor più importante farsi seguire. Gli estremismi infatti spesso producono diete sbilanciate ed insalubri, sebbene siano spinte da una scelta “morale”. Prima di compiere delle scelte bisognerebbe rivolgersi ad un professionista e controllare il proprio stato di salute, specie quando a seguire tali regimi sono bambini, anziani o donne in gravidanza.
Non è attualmente riconosciuta alcuna fonte vegetale sicura per la vitamina B12 (a meno che non si mangino dei vegetali fortificati con tale nutriente). Infatti non è importante solamente il contenuto negli alimenti, bensì la biodisponibilità, ovvero la capacità di assorbire quel nutriente. (come accade per l’alga spirulina, buon integratore di vitamine e minerali ma non di B12, la cui forma, se presente, è non biodisponibile). In molti casi possono inoltre comparire carenze quali ferro, calcio e vitamina D, soprattutto nelle diete “fai da te”, improvvisate e non equilibrate.

Invecchiamento e Senescenza

Il segreto della longevità è vivere felici

L’alimentazione nel processo di invecchiamento è fondamentale sia in prevenzione che come terapia. Il ruolo della prevenzione, sebbene in Italia non sia ancora pienamente riconosciuto ed applicato, è fondamentale non solo per avvicinarci più possibile alla nostra aspettativa di vita, ma per avere una migliore qualità di essa e ridurre l’utilizzo di farmaci che ci tengono vivi.
Quando si parla di stile di vita, oltre alla riduzione dello stress ossidativo e al mantenimento di un modo di vivere attivo, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale.
Chi mangia male, invecchia male e muore prima.
Naturalmente non esistono cibi in grado di rallentare l’invecchiamento, ma un modo di mangiare che garantisce un invecchiamento migliore e fisiologico. Bisogna stare alla larga da chi promette di allungare la vita attraverso il cibo, poiché concorrono altri fattori nel processo di senescenza. Non esistono cibi miracolosi, cibi antiaging, alimenti in grado di cambiare le cose.
E’ fondamentale però riuscire a trovare una equilibrio efficace per arrivare a questa tappa della vita in piena salute e scongiurare le malattie metaboliche, l’osteoporosi, l’ipertensione, la fragilità dell’anziano, il deperimento.
Ma l’alimentazione appropriata può essere un’arma in più anche quando ci troviamo già nel pieno del processo di invecchiamento. In questa fase della vita avvengono diverse modificazioni fisiologiche che comportano un rallentamento del metabolismo basale, una riduzione della muscolatura scheletrica e di conseguenza si va incontro ad un diverso fabbisogno proteico, energetico e di micronutrienti. Tali necessità variano ancora di più in relazione alla presenza di patologie o disturbi tipici dell’anziano, che vanno prontamente corrette e affrontate in maniera multidisciplinare.

Pazienti oncologici

Non esistono cibi che curano i tumori, ne una alimentazione che ci dia la certezza di non averne

Un numero sempre maggiore di studi scientifici dimostra l’importanza di una corretta alimentazione nella prevenzione del cancro. Secondo recenti stime ufficiali un terzo dei casi di tumore dipende da quello che mangiamo. Tra le sostanze potenzialmente cancerogene ricordiamo infatti nitriti e nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi, le aflatossine, liberate da determinate muffe nel mais o in altre granaglie e legumi mal conservati, alcool ed etanolo.
Naturalmente ci sono tumori più sensibili di altri agli effetti del cibo, come ha dimostrato lo studio più grande di tutti i tempi, chiamato EPIC.
La scienza ha dimostrato che mangiare male influisce sullo stato di infiammazione che può predisporre a ogni forma di cancro e sull’equilibrio ormonale, determinando altri tipi di cancro.
Tra quelli più diffusi c’è sicuramente quello del colon retto, la cui insorgenza è legata a un basso apporto di fibre, legumi, vegetali e cereali integrali.
Naturalmente ci sono condizioni fisiche che predispongono ai tumori, come l’obesità che incide soprattutto su tumori quali quelli del colon e del seno.
L’alimentazione però è fondamentale anche in presenza di tumore, poiché permette di affrontare meglio la malattia, fronteggiare gli effetti collaterali delle cure, contrastare la crescita o la ricomparsa del tumore. Le terapie infatti, sebbene oggi permettano di eradicare circa il 60% delle malattie oncologiche, comportano danni all’organismo, come inappetenza,stomatiti, diarrea e nausea, la cui conseguenza è la perdita di tessuto muscolare.
La perdita di peso a cui vanno incontro molti pazienti oncologici è legata ai meccanismi stessi della malattia e va contrastata con l’aiuto del medico specialista.